Boom in borsa per Airbnb

Nonostante la crisi causata dalla pandemia che ha investito le attività turistiche e la sharing economy, Airbnb, società californiana che gestisce la nota piattaforma per gli affitti brevi, ha debuttato con successo al Nasdaq, il mercato azionario di New York per le imprese tecnologiche. L’azienda ha venduto 51 milioni di azioni a 68 dollari l’una, numero che supera di molto le previsioni dei giorni precedenti stimate a 44-50 dollari. All’avvio delle contrattazioni il prezzo di ogni azione è più che raddoppiato, salendo a 163 dollari con un salto del 140%. Airbnb è passata da una capitalizzazione di meno di 50 miliardi di dollari a 103 miliardi di dollari.

Solamente a maggio 2020, a seguito del crollo dei ricavi provocati dal Covid-19, l’azienda guidata da Brian Chesky aveva prima effettuato un finanziamento di due miliardi di dollari e poi fatto recapitare una lettera di licenziamento a 1900 dipendenti, che corrisponde al 25% del totale della forza lavoro. Una scelta drastica ma, al tempo stesso, benefica per Airbnb poichè le ha permesso di sopravvivere. Se nel secondo trimestre 2020 i ricavi crollano del 67%, i primi timidi segnali di ripresa coincidono proprio con i licenziamenti, nel periodo in cui molti utenti iniziavano la ricerca di un alloggio in vista dell’estate. La maggior parte delle persone che hanno prenotato le ferie nel 2020 hanno preferito un appartamento Airbnb agli hotel.

Dopo mesi difficili è arrivato il boom nel giorno del debutto sul Nasdaq a New York: con 3,7 miliardi di dollari raccolti, Airbnb è la maggiore Ipo degli Usa quest’anno, secondo Renaissance Capital, seguita da DoorDash (con 3,4 miliardi di dollari). Si tratta di un segnale di ottimismo da parte degli investitori che, al termine di un anno critico per il settore del turismo, hanno scelto di investire in una delle piattaforme più importanti a livello globale.