Eurostat, crollano i pernottamenti nell’UE (-52%)

Il turismo è sicuramente uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia, a causa delle misure adottate e delle restrizioni che hanno limitato i viaggi. Secondo un’analisi condotta da Eurostat, l’impatto del Covid-19 ha comportato la drastica contrazione del numero di pernottamenti trascorsi negli esercizi ricettivi turistici dell’Unione Europea di 1,4 miliardi, in calo del 52% rispetto al 2019.

Cipro, Grecia e Malta sono stati i Paesi più colpiti, registrando cali superiori al 70%, mentre Paesi Bassi e Danimarca hanno contenuto la flessione, che si attestata comunque al 32%. Rispetto all’anno precedente, nel 2020 le notti trascorse dai visitatori stranieri sono diminuite del 68%, mentre le notti trascorse dai turisti all’interno dei confini nazionali sono diminuite del 38%. Per l’Italia i pernottamenti persi sono stati circa 230 milioni (-53,3%), con un andamento negativo accentuato soprattutto durante il periodo del lockdown (-95,4% nell’aprile 2020). Il turismo interno ha contrastato il trend, in particolare nella stagione estiva: le prenotazioni effettuate dai residenti hanno registrato un calo del 40%, decisamente inferiore rispetto agli arrivi dei non residenti (-70%).

La sorpresa è arrivata dalla Germania, che ha scalzato Francia, Spagna e Italia come meta europea più ambita. Nel 2020, in terra teutonica i pernottamenti sono stati 261 milioni (-40% rispetto al 2019), contro i 201 dell’Italia e i 144 milioni della Spagna, frutto della parziale riconversione al turismo domestico di una popolazione della portata di 80 milioni di abitanti.

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