Come ridurre il carico fiscale sulla seconda casa

Possedere una seconda casa può rappresentare un peso economico difficile da sostenere, specialmente in un periodo di complicanze legate alla crisi generalizzata scaturita con la pandemia. Proprio per questo potrebbe essere utile conoscere i passi da applicare per pagare meno tasse in riferimento a una seconda abitazione.

Anzitutto dev’esserci chiarezza sulle imposte da versare per la proprietà di un secondo immobile. Per esempio, ci sono le tasse sull’acquisto della seconda casa che sono costituite principalmente dall’imposta di registro del 9% sul valore catastale della locazione e dall’Iva. Per l’acquisizione di una casa da un costruttore edile soggetto ad Iva occorre calcolare un minimo di 10% dell’imposta che può salire fino al 22% nel caso l’immobile sia considerato di lusso. In fase di acquisto bisogna mettere in preventivo i 200 euro di imposta ipotecaria e la stessa cifra di imposta catastale. A queste, inoltre, si aggiunge ogni anno il pagamento di Irpef, Tasi e Imu.

In quali circostanze si potrebbero pagare meno tasse sulla seconda casa?

La soluzione più semplice ed immediata è certamente quella che presuppone la vendita dell’immobile, ma è altresì vero che al giorno d’oggi mettere una casa sul mercato – se non si ha necessità – potrebbe essere davvero sconveniente. Intestare l’immobile a un parente oppure a una persona di fiducia che non abbia già un immobile di proprietà potrebbe essere una soluzione per risparmiare sui costi. L’intestatario può anche cercare di modificare le caratteristiche della casa al Catasto, trasformandola in una cosiddetta unità collabente, e dunque rendendo una parte dell’abitazione inabitabile. In questo caso, si conterebbe una metratura inferiore con conseguente abbassamento dell’aliquota, benchè si tratti di una circostanza difficile da concretizzare perché il riaccatastamento della casa non può oltrepassare i regolamenti comunali. L’affitto è un’altra soluzione da prendere in considerazione per ricavare una somma mensile dal canone. Se quest’ultimo risulta concordato, il reddito che deriva dalla locazione sarà ridotto del 30%. Altra possibilità è rendere la locazione inagibile, soprattutto se si tratta di un’abitazione vecchia o la cui costruzione è ancora in atto: la casa – oltre a non avere gli allacciamenti alle utenze come acqua, corrente e gas – necessita di ulteriori lavori indispensabili per poter essere abitata. lnfine, si potrebbe ricorrere alle cosiddette “finte separazioni”. I coniugi continueranno a vivere insieme, ma si spartiranno l’intestazione delle abitazioni in modo da risultare proprietari di una prima casa.

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