Come intestare casa ai figli

Intestare una casa ai figli può essere una soluzione utile in loro salvaguardia, prevedendo di lasciare l’immobile in eredità senza che ci sia un doppio passaggio di proprietà, per il quale è previsto l’esborso di vari oneri, in particolare quelli notarili. Inoltre, intestare un’abitazione a un figlio permette di accedere alle agevolazioni fiscali o bonus prima casa, ovviamente nel caso in cui l’intestatario non ne abbia altre in sottoscrizione. Talvolta, l’intestazione può essere un espediente per allontanare il rischio di possibili pignoramenti da parte dei creditori.

A livello legislativo, intestare casa ai figli rientra nel campo della donazione, che si dirama in due modalità: donazione diretta e donazione indiretta. Nel primo caso i genitori concedono una ingente somma di denaro al figlio senza specificarne il fine attraverso la registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate; il denaro viene poi “girato” per acquistare la casa. La donazione indiretta può verificarsi tramite bonifico bancario con causale, in modo che i figli abbiano a disposizione la liquidità per pagare il venditore, o mediante un bonifico diretto al venditore, accordando con quest’ultimo di intestare la casa al figlio. Tuttavia, la donazione potrebbe implicare alcune problematiche. Uno rischi è rappresentato dagli scenari che si aprirebbero alla morte del genitore in funzione delle cosiddette quote di legittima: gli altri eredi, infatti, senza un chiaro piano di divisione del patrimonio potrebbero rivendicare la personale quota di legittima. Altro rischio sarebbe legato al redditometro, secondo cui una certa condizione patrimoniale può comportare un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Intestare casa ai figli minorenni

La normativa non pone alcun limite alla possibilità di intestare un’abitazione a un figlio minorenne. Anche prima del compimento dei 18 anni, i genitori possono ricorrere alla donazione chiamando in causa il giudice tutelare, che deve concedere loro autorizzazione per firmare il rogito e controllare l’intera operazione. A volte, peró, possono succedere situazioni di conflitto d’interesse tra moglie e marito o tra un genitore e il figlio, rendendo necessario l’intervento del giudice che nomina un curatore speciale a tutela del figlio minorenne.

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