Quella che si presenta a Padova tra il 16 maggio e il 15 giugno è l’opportunità di aprire una finestra e di gettare uno sguardo sul mondo e di farlo attraverso le foto di reportage giornalistici internazionali. L’IMP è un festival internazionale unico e imperdibile, capace di cogliere lo spirito artistico e attuale della città di Padova che gli cede una cornice ideale in cui esprimersi.
L’IMP 2025 corrisponde a una motivazione in più per trascorrere un weekend a Padova all’insegna della cultura, dell’arte e della ricerca giornalistica, ma anche della scoperta, del dibattito e dell’approfondimento, con tutto il comfort che solo un affitto breve in Veneto sa regalare. Scopriamo quindi il programma previsto per questa edizione del festival, con un focus sulle esposizioni principali e gli artisti proposti. Un festival diffuso, internazionale, intimo e potente. E se stai cercando una scusa perfetta per una fuga in Veneto, eccola qui.
Un viaggio fotografico attraverso il mondo
Dal 16 maggio al 15 giugno Padova ospiterà l’IMP Festival, ovvero l’Interational Month of Photojournalism, organizzato da Irfoss A.p.s. in collaborazione con il Comune di Padova e la Regione Veneto, un’opportunità per ammirare una serie di mostre e partecipare ad eventi che esplorano i temi attuali del globo. Un evento che trascende il concetto di mostra fotografica, diventando un racconto corale del nostro tempo, costruito attraverso gli scatti di alcuni tra i più autorevoli fotogiornalisti al mondo.
L’IMP non si limita a riempire le pareti di immagini. Le fotografie occupano alcuni degli spazi più suggestivi di Padova: Galleria Cavour, Palazzo della Gran Guardia, Scuderie di Palazzo Moroni, la Cattedrale Ex Macello, oltre a librerie indipendenti e gallerie d’arte. Passeggiando per il centro storico, ti ritroverai catapultato da un racconto visivo all’altro, con la possibilità di incontrare gli autori, partecipare a talk, visite guidate, workshop e vivere la città come un nodo narrativo globale.
Le grandi storie dell’umanità, in mostra
L’edizione 2025 è densa di emozioni, inchieste, identità sommerse. Ecco alcuni dei progetti da non perdere:
- “Ukraine: Love + War” di AA.VV., una mostra collettiva che unisce gli sguardi di grandi reporter internazionali e i più influenti fotogiornalisti del mondo, tra cui vincitori del Premio Pulitzer e del World Press Photo Award, come Lynsey Addario e Fabio Bucciarelli, che raccontano storie di speranza e di sacrificio ma soprattutto di determinazione e amore anche in un contesto di guerra. Dove la dolcezza sopravvive al terrore. Cattedrale Ex macello.
- “American Bedroom” di Barbara Peacock, offre uno spaccato antropologico sulla vita private degli americani, una struggente opera che racconta le persone attraverso le camere da letto, in maniera intima tra lenzuola e silenzi, dove si nasconde il cuore pulsante di una Nazione. Galleria Cavour, Piazza Cavour.
- “I Grant You Refuge” dove sei fotografi palestinesi raccontano la striscia di Gaza dall’interno con uno sguardo rispettoso e umano. Cattedrale Ex Macello.
- “Vivir Para Contarlo” di Karl Mancini è sicuramente la retrospettiva che guida questa edizione del festival. Si tratta di un progetto a lungo termine che racconta la violenza di genere, la lotta per i diritti umani fondamentali e l’uguaglianza sociale a partire dall’Argentina e con un focus particolare sui paesi dell’America latina. Un grido che si espande muto verso tutto il mondo. Cattedrale Ex Macello.
- “More than Meet the Eye” è invece la mostra che raccoglie gli straordinari progetti dei diplomati del Corso annuale di Giornalismo Visuale e Fotografia Documentaria. Il progetto prende il via su aspetti della contemporaneità approfonditi da autori attraverso un’inchiesta visuale sul campo. Ogni progetto è da scoprire e da ammirare. Cattedrale Ex macello.
- “Terra Mala – Living with Poison” è il racconto fotografico di Stefano Schirato durato dieci anni sull’inquinamento in Italia, dalla Terra dei Fuochi al Veneto. Cattedrale Ex Macello.
- “’68 anno di confine” di Uliono Lucas che racconta il movimento di contestazione in ogni angolo del mondo, e di come questo trascenda le generazioni tra cambiamenti e contraddizioni. Palazzo della Gran Guardia, Piazza dei Signori.
E poi ancora: le donne del Cilento che coltivano cipolle ancestrali, la gioventù Mapuche, la spiritualità di Mayotte, la transizione del Laos, la lotta senegalese della Laamb, le carceri femminili iraniane. C’è il mondo intero a Padova. E si lascia guardare.
Talk, incontri e workshop: il festival che ti mette in dialogo
Ogni fine settimana, l’IMP propone visite guidate con gli autori, talk pubblici, e workshop formativi per chi vuole approfondire il linguaggio visivo. Nomi come Uliano Lucas, Andrew McConnell, Bénédicte Kurzen, Barbara Peacock, Ksenia Kuleshova, Riccardo Bononi, Karl Mancini e tanti altri ti aspettano per raccontarti le loro storie dal vivo.
Puoi partecipare a tutte le mostre semplicemente con un biglietto standard di 15 € intero, 13 € ridotto e 25 € VIP che consiste in un braccialetto rimovibile che ti permette di accedere a tutti gli ambienti del festival e che è valido fino a che non viene rimosso o danneggiato. I workshop invece hanno un prezzo a parte e offrono una mini-immersione all’interno del mondo della fotografia documentaria e del visual storytelling spiegato da nomi prestigiosi della scena internazionale. Se vuoi sapere di più trovi qui tutti i workshop di questa edizione.
Dormire a Padova: l’esperienza slow dell’affitto breve
Il bello dell’IMP Festival è che ti invita a fermarti. Non solo per vedere, ma per ascoltare, camminare, respirare la città. Soggiornare in un appartamento nel cuore di Padova è l’opzione perfetta per chi vuole vivere il festival con calma, esplorare ogni angolo del centro storico e, magari, concedersi qualche escursione nei dintorni.
Dal tuo alloggio potrai raggiungere facilmente ogni sede espositiva, fermarti in una libreria, prendere un caffè, visitare la città, scoprire i borghi circostanti e perché no, partecipare ai workshop e mettere alla prova la tua abilità fotografica e reportistica. Hai disposizione un nido temporaneo per chi ama sentirsi parte del luogo che attraversa.

