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Le 5 gemme nascoste di Vicenza e provincia

Forse conoscerai Vicenza per la maestosità architettonica delle opere di Andrea Palladio, per la Basilica Palladiana appunto, per le ville come Villa La Rotonda e per il Teatro Olimpico, oppure la conoscerai già per la sua vicinanza a città come Verona o Venezia, o ancora per le escursioni sull’Altopiano di Asiago. Ma ci sono molte cose di Vicenza che ancora non conosci, e noi siamo qui per questo.

Se hai pensato a Vicenza come meta per le tue vacanze o per un soggiorno breve in città, puoi goderti l’eleganza dei palazzi rinascimentali mentre ti muovi in autonomia e scopri una Vicenza segreta, ignota e misteriosa, luoghi dove arte, storia, tradizioni e natura si incontrano e creano qualcosa di affascinante e non replicabile da nessun’altra parte al mondo.

Dalle tracce sotterranee dell’antica Roma fino alle oasi botaniche e ai sentieri della Pedemontana, ecco cinque tappe insolite per scoprire l’anima più autentica di Vicenza e dei suoi dintorni.

Sotto i tuoi passi: l’Acquedotto romano di Corso Fogazzaro

Quando percorri le vie del centro, in particolare Corso Fogazzaro, è normale che il tuo sguardo vada verso i portici, i palazzi patrizi e le botteghe storiche di Vicenza, ma non immagini nemmeno che la testimonianza più antica e affascinante della città si trovi esattamente sotto i tuoi piedi.

Quello che è oggi Corso Fogazzaro corrisponde all’antico Cardo Maximus della colonia romana di Vicetia. Abbassando gli occhi sul selciato, protetti da speciali teche di cristallo calpestabili, emergono le condotte in pietra dell’antico acquedotto romano di Lobia.

Questa imponente opera di ingegneria idraulica del I secolo d.C. si sviluppava per ben sette chilometri, convogliando in città l’acqua purissima dalle risorgive a nord del territorio. Scorgere i reperti illuminati nel sottosuolo mentre intorno scorre la vita quotidiana del centro offre una prospettiva temporale vertiginosa, capace di svelare le radici profonde su cui poggia l’intera storia vicentina e ti farà guardare la città da un punto di vista diverso dal solito.

Il respiro della Serenissima: Ponte San Michele sul Retrone

Allontanandosi di pochi passi dal flusso turistico principale di Piazza dei Signori si raggiunge un angolo fluviale dove il tempo sembra essersi fermato. Ponte San Michele attraversa il fiume Retrone collegando la città monumentale al quartiere delle antiche botteghe artigiane e alla storica Fraglia degli Orefici. A differenza degli altri attraversamenti urbani, questo manufatto è l’unico esempio a Vicenza costruito fedelmente secondo la tipica fisionomia dei ponti veneziani.

L’opera venne realizzata nel corso del Seicento dagli architetti Tommaso e Francesco Contini, figli di quel Bernardino Contini che diresse il cantiere del leggendario Ponte di Rialto a Venezia. Con la sua campata unica a tutto sesto in pietra bianca, la pavimentazione a ciottoli a schiena d’asino e le ringhiere traforate, Ponte San Michele regala uno scorcio d’acqua dal fascino intimo. Affacciarsi dalla sommità del ponte, con le facciate degli edifici storici che si riflettono placide sul Retrone, è un’esperienza che restituisce il profondo legame culturale tra Vicenza e la Repubblica di San Marco.

Una passeggiata romantica a Parco Rossi e Oasi Rossi a Santorso

Lasciando il capoluogo per salire verso la Pedemontana vicentina, ai piedi del massiccio del Monte Summano si incontra il borgo di Santorso. Qui sorge un complesso monumentale e naturalistico straordinario, nato nella seconda metà dell’Ottocento dalla mente illuminata dell’industriale tessile e senatore Alessandro Rossi.

La parte collinare è dominata da Parco Rossi, un capolavoro di giardino romantico progettato dall’architetto paesaggista Antonio Caregaro Negrin. Tra vialetti sinuosi che assecondano i dislivelli del terreno, piante monumentali ed esotiche, ponticelli e grotte tufacee, spicca il romantico laghetto con un singolare acquario ipogeo in muratura, un’opera d’ingegno d’epoca che permetteva agli ospiti di scendere sotto il pelo dell’acqua per osservare la fauna sommersa attraverso grandi vetrate.

A breve distanza dal parco storico, a valle, si estende l’Oasi Rossi, l’antico podere modello della tenuta agricola che oggi abbraccia oltre centomila metri quadrati di verde. Gestita con dedizione dalla Cooperativa Sociale Nuovi Orizzonti Onlus, l’Oasi ospita una magnifica serra tropicale con farfalle vive, percorsi sensoriali, fattoria didattica e giardini curati. È una tappa dove l’armonia paesaggistica si sposa a progetti concreti di integrazione sociale e inserimento lavorativo, ideale per un pomeriggio all’aria aperta tra profumi ed essenze botaniche.

Il canyon scavato nella roccia: le Forre di Contrà Pria ad Arsiero

Salendo lungo la Val d’Astico verso le Prealpi Vicentine, all’altezza del comune di Arsiero, il paesaggio montano rivela una delle formazioni naturali più spettacolari dell’Alto Vicentino: le Forre di Contrà Pria. In questo punto il torrente Astico ha scavato nel calcare un autentico canyon naturale, profondo fino a una decina di metri, caratterizzato da marmitte d’erosione, scivoli di roccia levigata e pozze d’acqua verde smeraldo.

Attraversata da un ponte pedonale che regala un colpo d’occhio vertiginoso sulla gola sottostante, Contrà Pria è il punto di partenza per passeggiate ombreggiate lungo l’alveo del torrente, circondati da boschi di carpino e pareti rocciose a strapiombo. Durante la stagione calda le pozze naturali e le spiaggette di ghiaia rappresentano un rifugio fresco e intatto, perfetto per chi cerca la dimensione più aspra e spettacolare della montagna vicentina.

Giardino Salvi e la Loggia Valmarana

A due passi da Piazza Castello, subito oltre le mura occidentali, si trova un piccolo polmone verde che molti visitatori sfiorano distrattamente senza varcarne la cancellata: il Giardino Salvi. Aperto al pubblico sul finire del Cinquecento dalla nobile famiglia Valmarana, questo parco storico accoglie chi passeggia in un’atmosfera ovattata, disegnata dal passaggio del canale Seriola che ne costeggia due lati creando suggestivi giochi di specchi d’acqua.

Il vero tesoro del giardino è la cinquecentesca Loggia Valmarana, attribuita alla cerchia di allievi di Andrea Palladio. Sorretta da colonne doriche che poggiano direttamente nell’acqua del canale, la loggia sembra quasi galleggiare sulla superficie della Seriola, evocando le scenografie delle ville fluviali venete in piena città. Poco distante fa bella mostra di sé anche la seicentesca Loggia Longhena: sedersi all’ombra dei platani secolari osservando i riflessi sull’acqua consente di concedersi una pausa di quiete preziosa a ridosso del centro storico.

Vivere Vicenza con la libertà di un affitto breve

Esplorare una città che svela i suoi segreti solo a chi sa osservare richiede tempo, flessibilità e ritmi rilassati, lontani dalla fretta di un turismo mordi e fuggi. Scegliere la formula dell’affitto breve a Vicenza significa regalarsi una casa vera, un punto di riferimento accogliente in cui rientrare la sera dopo aver camminato tra i vicoli del centro o aver respirato l’aria frizzante delle forre montane.

Vuol dire svegliarsi con la luce che filtra dai tetti storici, prepararsi un caffè con calma prima di uscire per il mercato rionale e avere la libertà di decidere se trascorrere il pomeriggio a perdersi nei riflessi del Giardino Salvi o salire in macchina verso i paesaggi silenziosi della Pedemontana. Un appartamento dedicato è la chiave ideale per trasformare una semplice vacanza in un’esperienza residenziale autentica e vivere Vicenza e la sua provincia non da semplici spettatori, ma con la spontaneità e la meraviglia di chi, per qualche giorno, si sente davvero parte di questi luoghi.

Se stai programmando la tua prossima fuga tra arte, scorci d’acqua e sentieri prealpini, prenota subito il tuo appartamento a Vicenza, il cuore pulsante del Veneto.