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Slow Travel: viaggiare e vivere un territorio

Si sente sempre più spesso parlare di overtourism, del turismo di massa, soprattutto quando si pensa a città come Venezia o Verona. Molte città italiane hanno un’aura, una storia e una tradizione che si riverberano in tutto il mondo e richiamano persone da ogni parte del globo. Ed è così che, sempre più spesso e in maniera eccessiva, le strade delle città più belle al mondo si riempiono di turisti, di persone di passaggio che ingolfano il sistema e rendono l’esperienza invivibile.

In controtendenza rispetto all’overoturism nasce quindi lo Slow Tourism, un approccio al viaggio completamente diverso che invita a rallentare e a prendersi il proprio tempo per assaporare l’esperienza del viaggio. Lo slow tourism in Veneto permette di esplorare i luoghi in cui si viaggia scegliendo destinazioni limitrofe, rafforzare la connessione con la cultura del territorio attraverso il cibo e le tradizioni. Viaggiare lentamente, senza fretta, vuol dire godere delle piccole meraviglie e immergersi in maniera autentica, totale, in un territorio e viverlo in maniera consapevole e sostenibile.

Il Veneto è sicuramente una delle regioni italiane più interessanti dal punto di vista turistico, ma è importante che sia i viaggiatori che coloro che gestiscono strutture ricettive, hotel e affitti, lavorino per migliorare l’esperienza sul luogo e preservare la vivibilità delle città.

Per far sì che chi viene, possa apprezzare ciò che questa terra ha da offrire e possa tornare ancora e ancora. Venezia, ad esempio, sta sperimentando strumenti di gestione dei flussi come il contributo d’accesso per i visitatori giornalieri, esteso nel 2025 a più giornate, con l’intento di disincentivare le visite lampo nei giorni di picco e favorire esperienze più lunghe e rispettose.

L’ospitalità è un lavoro costante, che va migliorato di giorno in giorno, facendo tesoro di quello che le persone desiderano ma anche indirizzando al meglio i propri ospiti, per rendere l’esperienza ancora più memorabile.

Le origini dello slow tourism

Questo approccio consapevole e lento al viaggio denominato appunto slow tourism, è in grado di valorizzare la qualità dell’esperienza rispetto alla quantità dei luoghi visitati. È ovvio che da un viaggio si voglia prendere il più possibile, fare tutto e vedere ogni cosa per poterla poi raccontare, ognuno di noi investe il proprio tempo, le proprie energie nonché i propri risparmi per viaggiare ed è giusto voler avere il “pacchetto completo”.

Ma se ci soffermiamo sulle ragioni del viaggiare, è facile rendersi conto di come in realtà quello che abbiamo sempre voluto fosse vivere un’esperienza unica, memorabile: rilassarsi, camminare in natura, scoprire posti nascosti, provare nuovi sapori, ammirare panorami e scattare foto ai tramonti. In questi momenti di vita vera è racchiuso il senso del viaggio, e non nelle file, nella folla, negli oggetti acquistati, o nelle foto scattate in fretta.

Le radici del turismo lento risalgono al movimento Slow Food che nacque in Italia negli anni ’80 in risposta alla cultura tipicamente estera del fast food e della standardizzazione alimentare. La cultura dello Slow Food nata nel 1986 prese forma da un’idea semplice e potente: ciò che è buono per chi produce e per l’ambiente è buono anche per chi viaggia. Dal cibo alla scoperta dei territori, il passo è breve: rallentare, scegliere la qualità, custodire le differenze.

L’Italia vanta una varietà culinaria unica al mondo e movimenti come quello di Slow Food nascono per tutelare questa varietà, l’unicità dei prodotti e dei presidi. A livello filosofico questo movimento si è esteso anche nel turismo in generale proprio per contrastare il turismo di massa e il turismo a tutti i costi, caratterizzato da itinerari veloci e superficiali che spesso danneggiano il territorio convertendolo a esigenze che non gli appartengono. Lo slow tourism è l’arte del viaggiare lentamente, un invito a scoprire l’essenza stessa del viaggio promuovendo la consapevolezza e affidando nuovamente la responsabilità al viaggiatore.

Le regole dello Slow Tourism: come viaggiare lentamente

Il manifesto dello Slow Tourism nasce sulla scia del movimento Slow Food per instillare nel viaggiatore un nuovo interessante modo di vedere il mondo. Tutti abbiamo diritto a viaggiare, ad ammirare i capolavori dell’arte, dell’architettura, a vedere quei posti che un tempo erano lontani e che grazie alla globalizzazione sono diventati accessibili, alla portata di tutti. E proprio nel rispetto di queste bellezze locali e soprattutto per salvaguardare il nostro investimento, è bene affrontare il viaggio con intensità e sensibilità imparando ad apprezzare ogni tappa del percorso.

Ecco i principi del turismo lento:

  • Viaggiare lentamente, cambiare totalmente ritmo e scegliere di fare una completa immersione nell’atmosfera locale. Non sempre significa prendere più giorni di vacanza ma considerare meglio il tour, scegliere itinerari alternativi, scegliere di vivere la città come un abitante piuttosto che prendere scorciatoie turistiche e spesso sovrastimate.
  • Connettersi con la cultura locale: interagire con le persone, fare esperienze vere e comuni, come ad esempio andare al mercato rionale, sedersi in un bar più tranquillo, partecipare a eventi e usanze locali etc.
  • Sostenere l’economia locale, ovvero prediligere prodotti artigianali, preferire strutture ricettive locali e promuovere così la crescita del luogo attraverso l’economia.
  • Rispettare l’ambiente e le persone, soprattutto se si sceglie di viaggiare in località naturalistiche e parchi, leggere attentamente i divieti e adottare comportamenti eco-compatibili, magari anche utilizzando i mezzi di trasporto pubblici e scegliere strutture attente alla sostenibilità.
  • Godersi il viaggio e non contare le ore spese viaggiando, semplicemente rendere il tragitto parte integrante del viaggio e raggiungere la propria meta senza fretta o pressioni, in questo modo il viaggio comincia molto prima di arrivare.

Come abbiamo detto, il viaggio è una scelta che si compie e un impegno che si prende magari sacrificando altre cose, per questo è giusto goderselo fino in fondo e farlo con consapevolezza. Il manifesto dello Slow Tourism non impone regole, è un vadenecum dal quale prendere ispirazione per massimizzare l’esperienza.

Alcuni consigli generali per quanto riguardo lo slow tourism sono appunto scegliere trasporti dolci (come il treno, la bici, o i cammini), ma anche prolungare il soggiorno nello stesso luogo o scegliere di tornare più  volte, distribuire le visite su mete meno note e in bassa stagione, sostenere imprese locali e ridurre l’impronta ambientale del viaggio.

Considera infatti che permanenze estese e itinerari diffusi riducono la pressione sui centri più fragili, migliorano la qualità dell’esperienza e distribuiscono valore nelle aree vicine, in linea con strategie di riequilibrio stagionale e territoriale.

Perché scegliere un affitto breve in Veneto è una scelta slow

Scegliere un affitto breve radicato nel territorio aiuta a “vivere come un residente” per qualche giorno in più, rallentando i ritmi, esplorando quartieri e mete vicine e distribuendo le visite oltre gli hotspot, in linea con le strategie che riducono la pressione nei momenti e nei luoghi più fragili.


Un soggiorno breve ma ben progettato consente di cucinare con prodotti locali, fare la spesa ai mercati, incontrare artigiani e produttori, integrando la filosofia Slow Food nel quotidiano del viaggio e sostenendo l’economia locale in modo diretto. Dal punto di vista pratico, gli affitti brevi offrono flessibilità di durata, indipendenza negli orari, spazi per lavorare o riposare e la possibilità di estendere di 1–2 notti per trasformare una “toccata e fuga” in un’esperienza più piena, coerente con l’obiettivo di ridurre i picchi e migliorare la qualità della visita nel Veneto.

E allora che aspetti? Prenota subito online uno dei nostri appartamenti in Veneto.