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I borghi delle Dolomiti venete più belli da visitare in autunno e inverno

I paesaggi montani sono uno spettacolo incantevole quando li ammiri seduto in un bar di un borgo sorseggiando un caffè caldo. L’aria fresca che si respira all’ombra dei palazzi del borgo, la vita che scorre lenta e piacevole tra le case incastonate tra le rocce, lo sguardo che si apre sui picchi in lontananza, sono emozioni impareggiabili che puoi trovare solo in specifici borghi delle Dolomiti venete.

Sì perché una gita sulle Dolomiti bellunesi non è solo escursioni e fatica, ma è soprattutto scoperta, esplorazione e amore per il territorio, soprattutto per quei luoghi in cui si è imparato a vivere a contatto diretto con la montagna, la sua bellezza e le sue innumerevoli difficoltà.

Se stai programmando una gita autunnale o invernale sulle vette delle Dolomiti venete, non puoi non fare conoscenza con i borghi che trovi lungo la strada e che ti faranno vedere la montagna da un altro punto di vista. Completa quindi il tuo soggiorno breve in Veneto con una gita in giornata sulle Dolomiti: con un soggiorno breve in città come Verona, Venezia, Padova o Vicenza, hai tutta la comodità per spostarti in completa autonomia e scoprire angoli delle Dolomiti che non ti aspetti insieme a una base strategica in città dotata di tutti i comfort.

Cibiana di Cadore: la memoria dipinta sulle facciate di pietra

Lungo la strada provinciale del Passo Cibiana e incastonata alle pendici del Monte Rite, sorge Cibiana di Cadore, il celebre paese dei murales. Questa vocazione artistica è nata nel 1980 da un’intuizione del maestro Osvaldo Fabro con il supporto di artisti di fama internazionale, ideata per contrastare lo spopolamento e custodire l’eredità artigianale locale.

Passeggiando tra le frazioni silenziose di Masarié, Pianezze e Col, le facciate in pietra delle case si rivelano come pagine aperte di un libro storico. I dipinti murali illustrano con tinte vivaci i mestieri secolari: la lavorazione del ferro nei magli, gli antichi mestieri, la produzione del carbone di legna nelle carbonaie montane e la vita delle donne nei campi.

Con l’arrivo dei primi freddi e della neve, il contrasto visivo tra i muri scuri in pietra dolomitica e il bianco dei tetti regala un silenzio ovattato che invita alla contemplazione. Sopra il paese svetta inoltre il Forte di Monte Rite, antica postazione della Prima Guerra Mondiale oggi sede del Messner Mountain Museum Dolomites, da cui lo sguardo spazia a 360° su Pelmo, Antelao e Civetta.

Vigo, Lorenzago e Lozzo: la culla nobiliare della Magnifica Comunità di Cadore

Il Centro Cadore custodisce borghi di preziosa rilevanza storico-culturale, dove per secoli la Magnifica Comunità di Cadore ha amministrato boschi e confini montani.

Vigo di Cadore ne è il custode artistico per antonomasia: al centro dell’abitato si trova la Pieve di San Martino, matrice ecclesiastica di tutta la vallata, affiancata dalla piccola e straordinaria Chiesa di Sant’Orsola, risalente al XIV secolo. Varcare la soglia di questa cappella significa immergersi in un ciclo trecentesco di affreschi giotteschi di scuola cadorina intatti e luminosi, dedicati al martirio della santa e alle storie mariane.

Poco più in alto, su un altopiano soleggiato dominato dalle Marmarole, si distende Lorenzago di Cadore, noto per le sue ampie dimore padronali e per i fienili in larice. Le sue radure e la fitta abetaia del Parco del Mirabello, luogo scelto in passato per i ritiri estivi da Papa Giovanni Paolo II, mostrano in autunno le calde sfumature dei faggi prima di coprirsi di neve d’inverno. A breve distanza merita una deviazione Lozzo di Cadore, rinomato come il borgo dei mulini: seguendo il corso del Rio Rin si snoda un affascinante percorso archeologico-industriale tra antiche rogge, fucine e opifici un tempo mossi dalla forza idraulica.

Auronzo di Cadore e San Vito: specchi d’acqua sulle vette monumentali

Proseguendo per la tua vacanza in Cadore lungo la Val d’Ansiei, potrai raggiungere Auronzo di Cadore, borgo allungato sulle rive del Lago di Santa Caterina, un bacino artificiale alpino che riflette i profili delle Tre Cime di Lavaredo e dei Cadini di Misurina come in uno specchio. Il paese invece è caratterizzato da case tradizionali alpine, di legno e roccia e con balconate fiorite e tetti spioventi in lamiera zincata o scandole di legno. Per questo offre una splendida passeggiata pedonale lungo le sponde, ideale nelle terse giornate autunnali quando i larici si accendono d’arancione e i versanti boschivi si colorano con il foliage. Nella stagione invernale, la conca si trasforma in un polo accogliente per gli amanti dello sci nordico e delle escursioni con le ciaspole.

Risalendo invece verso la conca ampezzana si incontra San Vito di Cadore, adagiato in un’ampia conca prativa circondata dall’Antelao e dal Pelmo. Qui il Lago di Mosigo, costeggiato da boschi di conifere e sentieri pianeggianti, regala riflessi mozzafiato, mentre la chiesetta quattrocentesca della Madonna della Difesa custodisce una pregevole pala d’altare attribuita a Francesco Vecellio, fratello del sommo Tiziano.

Sottoguda e Colle Santa Lucia: l’anima ladina e i pascoli d’alta quota

Ai piedi del massiccio della Marmolada sorge Sottoguda, che in realtà è una frazione di Rocca Pietore certificata però tra i Borghi più Belli d’Italia. Il villaggio conserva un tessuto urbanistico rurale intatto, contraddistinto da un’alta concentrazione di tabià, i fienili in legno costruiti con tronchi squadrati a incastro, e da strette stradine lastricate dove si affacciano le botteghe dei maestri ferraioli, ultimi eredi di una tradizione secolare di forgiatura del ferro battuto. Nei mesi invernali il borgo assume un fascino sospeso, con i comignoli che fumano e la vicinanza ai ghiacci della parete nord della Marmolada.

Spostandosi nella Val Fiorentina si incontra Colle Santa Lucia, borgo arroccato su un vertiginoso sperone roccioso affacciato sulle pareti occidentali del Pelmo e del Civetta. In questo caso il centro dell’abitato è raccolto attorno alla chiesa gotica di Santa Lucia e al cimitero monumentale costruito sul dirupo, accanto alla Cesa de Jan, antica dimora nobiliare con finestre a inferriata cinquecentesche che oggi è sede dell’Istituto Culturale Ladino dedicato alla conservazione dell’identità linguistica e folcloristica ladina, la lingua parlata nelle valli dolomitiche.

Seguendo i pendii verso il Passo Falzarego, si erge isolato il Castello di Andraz nel territorio di Livinallongo del Col di Lana, fortezza militare medievale costruita direttamente a ridosso di un masso di frana preistorico per controllare le miniere di ferro del Fursil. Il borgo di Livinallongo, segnato dagli eventi della Grande Guerra, è sede di vacanze in montagna sia estive che invernali ma riesce a dare il meglio di sé anche in autunno, con i colori che accendono i pendii montani.

Fornesighe in Val di Zoldo e la magia rurale di Sappada

La Val di Zoldo custodisce invece Fornesighe, uno dei borghi montani a maggior integrità architettonica del Veneto. Il paese si trova esposto a pieno sud sul versante del Monte San Sebastiano ed è sopravvissuto indenne ai frequenti roghi che nei secoli colpirono le valli alpine: le abitazioni conservano così maestose strutture verticali in pietra e legno, ballatoi continui e scale esterne che testimoniano la vita contadina comunitaria. Visitare Fornesighe in autunno o con le prime nevi permette di immergersi in una dimensione intatta e silenziosa, dove i ritmi sono scanditi dal rintocco delle campane e dal calore delle stufe a legna.

Se decidi di risalire l’estremo lembo settentrionale delle Dolomiti bellunesi, al confine con la Carnia, nel Friuli Venezia Giulia, potrai vedere aprirsi davanti a te la conca di Sappada, borgo alpino di antica colonizzazione germanofona. La sua perla storica è Sappada Vecchia, formata da una sequenza lineare di borgate (da Cima Sappada a Cretta) composte da case rurali costruite interamente in legno mediante la tecnica del blockbau, con tronchi sovrapposti e incastrati agli angoli senza chiodi. D’inverno, i tetti innevati e i balconi decorati rendono la passeggiata lungo la vecchia strada un’esperienza ricca di suggestione etnografica.

I borghi della Valbelluna: Mel, Arsié e la gemma medievale di Feltre

Tra i borghi segreti da scoprire proprio in autunno-inverno, e prima ancora di salire alle quote più elevate delle Dolomiti, la Valbelluna riserva tappe storiche di grande fascino che meritano una visita attenta. Borgo Valbelluna accoglie il nucleo storico di Mel, fregiato della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e inserito anch’esso tra i Borghi più Belli d’Italia. La sua Piazza Luciani è cinta da raffinati palazzi rinascimentali dalle facciate decorate, tra cui spicca il Palazzo delle Contesse con il Museo Civico Archeologico, mentre a breve distanza, sopra una rupe rocciosa che domina il torrente Terche, sorge il Castello di Zumelle, eccezionale maniero altomedievale cinto da mura e fossato.

Spostandosi verso l’Altopiano dei Sette Comuni, quello di Asiago per intenderci, e la Valsugana, il comune montano di Arsié si estende tra conche terrazzate, boschi cedui e le sponde del Lago del Corlo, un bacino sinuoso che richiama la conformazione di un fiordo norvegese, attraversato da scenografici ponti sospesi a fune metallica. Poco distante da queste valli sorge Feltre, magnifica città murata arrampicata sul Colle delle Capre: passeggiare lungo via Mezzaterra tra palazzetti affrescati in stile rinascimentale veneziano, la maestosa Piazza Maggiore con il Castello di Alboino e il Museo Civico permette di comprendere appieno come la Serenissima Repubblica di Venezia abbia modellato l’arte e l’architettura fino ad arrivare nell’entroterra montano.

Belluno e Cortina d’Ampezzo: la porta della montagna e la regina delle vette

A fare da cerniera e contraltare tra la pianura e le cime dolomitiche sorge Belluno, definita la Città splendente, edificata su uno sperone roccioso alla confluenza del torrente Ardo nel fiume Piave. Piazza del Duomo, dominata dalla Cattedrale con il campanile barocco disegnato da Filippo Juvarra e dal Palazzo dei Rettori, è un compendio di architettura gotico-rinascimentale con una vista spettacolare che si apre direttamente sulle cime della Schiara e sulle valli del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Per chi cerca infine l’orizzonte più alto e scenografico delle montagne venete, Cortina d’Ampezzo rappresenta il perfetto punto d’arrivo dell’itinerario. Adagiata al centro di un’ampia conca circondata da Tofane, Cristallo, Sorapiss e Cinque Torri, Cortina unisce la vivacità mondana di Corso Italia e delle botteghe artigiane alle testimonianze storiche custodite nella Ciasa de Ra Regoles e nel Museo Paleontologico Rinaldo Zardini. Vivere questi borghi nelle stagioni fredde, assaporando piatti robusti della tradizione montana come polenta fumante, schiz fritto e funghi di bosco, trasforma ogni escursione giornaliera in una scoperta profonda prima di rientrare nel tepore del proprio alloggio cittadino.

Un solo soggiorno, tante opportunità

Questi sono solo alcuni dei borghi o delle perle che potrai trovare lungo il tuo cammino lungo le montagne del Veneto. Belluno fa da apripista per una serie di borghi montani dall’identità forte, dove la tradizione e il territorio naturale sono un tutt’uno da più di mille anni. Questi borghi non sono solo da vedere, passare attraverso e andare oltre, sono da vivere e abitare, sono da capire: quindi non solo passeggiate nei boschi e caffè caldi nei bar, ma anche incontri culturali, musei storiografici, visite alle ville e molto altro ancora.

Questi borghi rendono l’esperienza montana reale e vivida, quotidiana, e puoi scoprirla grazie alla possibilità di un affitto breve in Veneto. Con un appartamento indipendente in città principali come Venezia, Padova, Vicenza o Verona, puoi vivere entrambi i mondi, città e montagna, esplorare, scoprire e muoverti per il territorio veneto in completa autonomia, avendo però sempre a disposizione un posto da chiamare casa.

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