Venezia è la culla dell’arte internazionale. Oltre ai ponti, alle calli, alle chiese e alle piazze, tra i palazzi del Canal Grande s’è una delle collezioni d’arte moderna e contemporanea più importanti d’Europa, custodita in un edificio che è esso stesso un enigma architettonico. La Collezione Peggy Guggenheim è il museo più visitato di Venezia dopo Palazzo Ducale e il primo in Italia per affluenza dell’arte moderna e contemporanea.
Se stai pianificando un weekend veneziano o una vacanza in Veneto e ami l’arte del Novecento e la storia, questa tappa è imprescindibile: qui potrai lasciarti trasportare dalle emozioni rivivendo tappe fondamentali del Novecento attraverso opere straordinarie e storie di artisti illustri, insieme alla storia di una donna che ha rivoluzionato il collezionismo contemporaneo.
Palazzo Venier dei Leoni: il palazzo incompiuto
La collezione Guggenheim ha sede all’interno dell’affascinante Palazzo Venier dei Leoni, un edificio settecentesco con un affaccio sul Canal Grande che colpisce subito perché ha una caratteristica particolare: pur essendo progettato per essere di cinque piani, ne presenta solo uno.
Commissionato dalla nobile famiglia Venier nel 1749 all’architetto Lorenzo Boschetti (lo stesso della chiesa di San Barnaba), il palazzo avrebbe dovuto riassumere le lezioni di Palladio e Longhena con una facciata classica monumentale a tripla arcata, in contrappunto a Palazzo Corner sul lato opposto del canale. Ma gli eventi storici che coinvolsero sia la famiglia sia la città interruppero i lavori dopo appena un anno, lasciando compiuto solo il piano terra.
Oggi si tratta di uno dei luoghi più iconici e riconoscibili di Venezia, proprio per la sua incompiutezza che lo rende unico. Conosciuto come il palazzo dei leoni perché si narra che nel giardino fosse tenuto un leone, ma in realtà il riferimento è alle teste di leone in pietra d’Istria che decorano la facciata proprio a filo acqua.
Il sogno veneziano di Peggy Guggenheim
“Io non sono una collezionista, sono un museo”. Così si definiva Marguerite detta Peggy Guggenheim (1898–1979), una donna che è stata molto più che una ricca ereditiera americana. Ex moglie dell’artista surrealista Max Ernst, nipote del magnate Solomon R. Guggenheim, Peggy era una mecenate, collezionista visionaria e protagonista assoluta della scena artistica del Novecento.
Dopo anni tra New York ed Europa a sostenere e promuovere artisti emergenti, Peggy acquista palazzo dei Leoni nel 1948 con l’intento di trasferirsi a Venezia. È qui che porterà tutta la sua collezione personale di arte, una straordinaria testimonianza del passato, delle lotte, delle idee, della libertà di quegli anni, una raccolta ricca di autentica passione.
Nel giardino si organizzano mostre di scultura contemporanea, mentre al Museo Correr, Peggy cura la prima personale europea di Jackson Pollock lanciando l’espressionismo astratto americano sulla scena internazionale. Peggy muore nel 1979 a Palazzo Venier, lo stesso in cui aveva vissuto circondata dalle sue amate opere, ed è oggi lì sepolta. La sua casa oggi, come ieri, è un dono fatto alla collettività, un’esperienza che si rinnova ogni anno con mostre e attività, che non smette mai di parlare al pubblico.
Dopo la morte di Peggy nel 1979, Palazzo Venier dei Leoni e la collezione vengono affidati alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, che gestisce anche i celebri musei Guggenheim di New York e Bilbao. Nel 1980 il palazzo apre ufficialmente come museo pubblico, diventando rapidamente uno dei punti di riferimento mondiali per l’arte europea e americana del Novecento.
La collezione: un viaggio nelle avanguardie del Novecento
La Collezione Peggy Guggenheim ospita oltre 200 opere che abbracciano le principali correnti artistiche del XX secolo: cubismo, futurismo, astrattismo, surrealismo, espressionismo astratto. Le opere sono organizzate per movimenti figurativi e permettono al visitatore di seguire un percorso cronologico e tematico attraverso l’evoluzione dell’arte moderna.
Si accede dal giardino alberato, inaspettato a ridosso del canale e si respira l’aria del museo: le sculture all’aperto sono un’occasione per assistere ai modi in cui l’arte parla con la realtà, in un dialogo costante, pratico. Si possono trovare opere di: Marcel Duchamp, Jacques Villon, Alberto Giacometti, Henry Moore, Marino Marini, Sol LeWitt e Mimmo Paladino.
All’interno poi, le sale custodiscono capolavori che vanno da Picasso a Mondrian, da Balla a Severini fino alla splendida opera di Renè Magritte, L’impero della luce, dove giorno e notte si confondono in un’illusione perpetua che lascia davvero senza fiato.
Altra opera portante dell’intera collezione è Alchimia di Jackson Pollock, una tela realizzata con la tecnica del dripping, il colore sgocciolato e che esprime in maniera sublime come il colore si possa fondere con la materia in un’alchimia perfetta. Non mancano opere suggestive come le figure fisse di Giorgio De Chirico, gli esseri liquidi di Salvador Dalì, le opere aperte, a metà tra pittura e scultura di Fontana.
Un museo moderno: perché visitarlo oggi?
La collezione Guggenheim di Venezia dimostra di essere molto più che un semplice museo da visitare, ma un’esperienza emotiva che ripercorre la nostra storia di esseri umani, una testimonianza che non smette mai di comunicare e di parlare direttamente con il presente.
Il museo è all’avanguardia nell’accessibilità, Il programma Doppio Senso offre percorsi tattili per non vedenti e ipovedenti. In questo modo l’arte diventa un’esperienza sensoriale completa. Non è un museo vietato toccare, ma un luogo che cerca di abbattere ogni barriera. Interessante è anche l’iniziativa pensata per le famiglie e per i più piccoli: se viaggi con bambini, i Kids Day della domenica sono laboratori gratuiti che avvicinano i più piccoli all’arte moderna in modo divertente e permettendo loro di sperimentare, capire come funziona la materia e il colore, mentre lascia tempo ai genitori di godersi la visita.
Oltre ad avere uno scorcio interessante sul Canal Grande, potrai vedere un palazzo storico e famoso di Venezia, ma visitare la Collezione Peggy Guggenheim è un’esperienza che non termina solo in cosa c’è da vedere: è qualcosa che coinvolge tutti i sensi, un posto dove l’arte è ancora viva, vissuta, respirata. Un posto che non potrai lasciare a cuor leggero.
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